Antipatica metonimia

“Leggo Dante” invece della “Divina Commedia” – “bevo un bicchiere” al posto di “bevo del vino”: ecco ora una figura retorica che ci è sempre stata ostica,cioè la metonimia, difficile da riconoscere e da ricordare. Sorella minore della sineddoche, la nostra protagonista sostituisce un termine con un altro vicino al primo il quale trasferisce il proprio significato all’usurpatore. LA sineddoche … Continua a leggere

La sinneddoche, che passione!!!!

La sineddoche è una figura retorica che usiamo spesso e molto volentieri. Essa indica un concetto tramite una sua parte. Ad esempio, la parola “tetto”, in un determinato contesto, può significare “casa”. L’aggettivo “inglese” sostituisce l’onnicomprensivo “britannico” e il sostantivo “Olanda” indica la ben più ampia realtà dei Paesi Bassi, che comprende altre regioni, tra le quali la Zelanda le … Continua a leggere

Lelio Luttazzi ed “El can de Trieste”, Giovanni Boccaccio ed il “Khan” di Verona.

Carissimi lettori, ci è tornato alla memoria un brano molto allegro di Lelio Luttazzi che altro non era che una lode al vino, una sorta di “nunc est bibendum” di oraziana memoria. Su you tube potete ascoltare l’allegro motivetto che sostiene che i triestini, volgarmente detti “cani di Trieste”, amino particolarmente l’alcoolica bevanda. Torniamo invece al nostro Cangrande della Scala, … Continua a leggere

Per gli arcieri

Cari lettori, l’articolo odierno è dedicato a chi, come noi, si cimenta a tirare con l’arco. Per chi ama questo sport, per chi è affascinato dalle “sagitte” che scoccano veloci, ecco una parte de “Il Principe” di Machiavelli, in cui il nostro trattatista consiglia al sovrano di imitare le azioni dei predecessori con un paragone che ci è tanto piaciuto. … Continua a leggere

Dedicato all’estate

Bene, ecco un brano tratto da “PAne  nero ed altre novelle rusticane” di Giovanni Verga per celebrare questo mese di luglio caldo ed afoso. Malaria E’ vi par di toccarla con le mani – come dalla terra grassa che fumi, là, dappertutto, torno torno alle montagne che la chiudono, da Agnone al Mongibello incappucciato di neve – stagnante nella pianura, … Continua a leggere

Osteria “La rama”

Bene, prendiamo ora spunto dalle insegne che notiamo lungo le strade per assaporare il capolavoro dell’ottocento romantico italiano: i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Per introdurvi a questo romanzo, godiamoci insieme la descrizione che egli tratteggia di Lucia nel terzo capitolo del libro: “Qui ricomparve Lucia, col grembiule così carico di noci,che lo reggeva a fatica, tenendone le due cocche … Continua a leggere

Tutte le strade portano a Roma

Carissimi lettori, prendiamo spunto da questo detto popolare per introdurre il nuovo autore di cui ci occuperemo prossimamente: Carlo Emilio Gadda. Egli infatti scrisse “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” ambientato nella capitale italiana in periodo fascista. Estraiamo ora dalla narrazione due parti: la prima scritta in italiano e la seconda in vernacolo romano. A questo proposito ricordiamo che il … Continua a leggere

Risciacquiamo i panni in Arno

Bene, adesso concludiamo la carrellata di poesie ermetiche leggendone alcune degli autori meno conosciuti che fecero parte, a tutti gli effetti, dell’ermetismo “fiorentino”. Ancora una volta Firenze, dalla cui lingua trecentesca nacque l’italiano, si conferma come centro culturale nevralgico. Infatti l’ermetismo viene elaborato in modo omogeneo nelle riviste “Il Frontespizio” e “Campo di Marte”, da parte di alcuni poeti fiorentini … Continua a leggere

Sulle rive dell’Adige

Ed ora leggiamo una poesia di Quasimodo che non rientra nella classificazione fino ad ora tenuta. La dedichiamo alla città di Verona:   LE ARCHE SCALIGERE Ora che gli eroi sono fossili arguti nei musei di storia – soldato, ape soldato morto ai limiti di verità – e l’uomo si prova eroe d’astuzia e d’ingiustizia, e vanno ai secoli moduli … Continua a leggere